Il Museo Archeologico di Montecchio custodisce e valorizza il ricco patrimonio storico e culturale del territorio, offrendo ai visitatori un’immersione nelle antiche civiltà che lo hanno abitato. Le collezioni esposte comprendono reperti provenienti dalle necropoli locali, che testimoniano la vita e i rituali funerari delle popolazioni etrusche e umbre. Attraverso un percorso che si snoda tra diverse sale tematiche, il museo racconta l'evoluzione storica e culturale di Montecchio, offrendo una visione affascinante di questo crocevia di influenze e scambi tra il mondo etrusco, romano e umbro. Ogni reperto esposto è una finestra aperta su un passato lontano, un'occasione per esplorare le radici storiche di questo straordinario territorio.








SALA 1 - 2
Il Territorio e i suoi borghi
SALA 3
La Necropoli del Vallone di San Lorenzo
SALA 3
Tomba n.2
Questa tomba, risalente al VI-V secolo a.C., contiene i resti di cinque bambini e un corredo funebre composto principalmente da utensili da cucina e contenitori per alimenti. L’orientamento della tomba, i materiali utilizzati e la precisione della sua realizzazione indicano l’appartenenza a una famiglia di alto rango, probabilmente influenzata dalle tradizioni etrusche e umbre.
Quello di Montecchio è un paesaggio unico, caratterizzato da dolci colline di ulivi e boschi lussureggianti che si estendono soprattutto durante la stagione estiva. Sentieri naturalistici attraversano il territorio, portando i visitatori attraverso promontori e rovine che evocano un passato antico, ancora tutto da esplorare. L'area, inoltre, è arricchita da risorse enogastronomiche e storiche, con testimonianze che risalgono all'età ellenistica e romana imperiale.
Scoperta dall’archeologo Domenico Golini nel XIX secolo, la necropoli di San Lorenzo testimonia la presenza di antichi insediamenti italici tra il VII e il IV secolo a.C. Le tombe, scavate nella roccia naturale, offrono una panoramica sulla vita e i riti funebri delle popolazioni etrusche e umbre che abitarono queste terre, mostrando uno sviluppo architettonico significativo.
SALA 4 - 5
Tomba n.11
SALA 6
Architettura Funeraria e Ritualità Funeraria
SALA 7
Nuovi Scavi – Tomba R1
La Tomba n.11, risalente al VI-IV secolo a.C., appartiene a una famiglia etrusca di alto rango. La struttura, composta da una camera quadrangolare con tre letti scolpiti nella roccia, riflette l'influenza della vicina Velzna (Orvieto). I corpi, adagiati sui letti laterali, erano accompagnati da un ricco corredo funebre che includeva vasi di bucchero, fibule in ferro, lance e coltelli, tipici dei sepolcri maschili. Il bucchero, una ceramica nera e lucida, era un segno di prestigio sociale, con forme come i kantharoi e le oinochoai, utilizzati nei banchetti funerari. Questo corredo testimonia la ricchezza culturale e i legami commerciali della comunità di Montecchio con il mondo etrusco e umbro.
La Tomba R1, scoperta durante gli scavi del 2017 nella Necropoli del Vallone di San Lorenzo, offre nuove informazioni sui rapporti commerciali e culturali tra il mondo etrusco e quello umbro. La struttura funeraria, scavata direttamente nella roccia, presenta due camere sepolcrali utilizzate per la deposizione dei corpi e dei corredi funerari. I numerosi reperti ritrovati, tra cui vasi in bucchero e oggetti metallici, testimoniano il lungo utilizzo della tomba e il prestigio della famiglia sepolta. Gli scavi forniscono nuove prospettive sulla vita e la ritualità funeraria in quest'area di confine, confermando Montecchio come un centro di importanza strategica per i traffici tra l'Etruria e l'Adriatico.
L'architettura funeraria etrusca e umbra riflette il desiderio di creare una "città dei morti" parallela a quella dei vivi, con tombe che riproducono le abitazioni terrene. Le tombe ipogee scavate nella roccia e i tumuli monumentali erano riservati alle élite, simboleggiando il prestigio sociale e il legame con l'aldilà. I rituali funebri includevano sacrifici, banchetti e offerte di cibo, come uova e melograni, simboli di rinascita e fertilità. L'architettura e le pratiche rituali di questi contesti testimoniano una profonda connessione con la tradizione religiosa e funeraria etrusca, influenzata anche dalla cultura greca, come si può osservare nelle tombe affrescate e nelle rappresentazioni del viaggio nell'oltretomba.